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Hey Sharmila!

Febbraio 13, 2013 0 note Reblog

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Lei è Sharmila Banerjeeè nata nel 1979 a Rheydt in Germania, da padre indiano e madre tedesca. Dopo il diploma alla KISD di Colonia, si è specializzata in graphic design e illustrazione a Stoccolma, presso la Konstfack, dove si è dedicata in particolare alla narrazione a fumetti.

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Nel 2009 ha autoprodotto Poor Pinki, breve storia autobiografica seguita nel 2010 dalla pubblicazione dal suo primo albo a fumetti dal titolo Lepidopterdove racconta le avventure di un collezionista ossessivo alla ricerca di una verità nascosta e del suo viaggio psichedelico nelle profondità di una foresta.

 

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La sua nuova pubblicazione a fumetti è una storia di fantascienza a tematica biotecnologica dal titolo Biotop, dove verdurone  geneticamente modificate organizzano intrighi e congiure in futuristici laboratori.

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Ha partecipato a varie mostre in Germania e in Svezia e nel 2012 è stata selezionata per le esposizioni in occasione del Fumetto Comix Festival di Lucerna e del Comic Festival di Amburgo. Sue illustrazioni e storie brevi compaiono su KutiKuti (Finlandia), Galago(Svezia), Forresten (Norvegia), Strapazin (Svizzera), Orang(Germania), Nobrow (UK) e pubblica regolarmente su riviste tedesche e britanniche.

 

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Con il fumettista norvegese Martin Ernstsen ha fondato la Salmiak Comics, casa editrice indipendente con la quale pubblicano le loro fanzine. Nel 2010 insieme a My Own Press (Aisha Franz), Ulama e Biografiktion, piccole realtà tra le più interessanti nel panorama europeo, ha creato The Treasure Fleet, collettivo di base a Berlino il cui intento è quello di diffondere pubblicazioni indipendenti, proprie e di altri autori selezionati, attraverso nuovi canali di distribuzione.

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Le sue storie sono profondamente legate ai cicli della natura e alla vita animale e attraverso questi l’artista coglie l’occasione per raccontare la quotidianità delle azioni umane, giocando a ribaltarle in un universo parallelo, onirico e a tratti inquietante.

 I riferimenti al mondo vegetale e animale si insinuano nei suoi racconti fino a divenire protagonisti assoluti e al tempo stesso metafore di una società e delle dinamiche che al suo interno si sviluppano. Tanto nelle storie autobiografiche quanto in quelle di fantasia, l’urgenza è quella di sondare le relazioni interpersonali e i rapporti umani, i cui destini si intrecciano sempre più con una natura apparentemente amica, ma dai risvolti crudeli e a volte beffardi.

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I suoi personaggi tendono ad una antropomorfizzazione, stilisticamente accattivante ma mai stucchevole, che strizza l’occhio alle miserie degli uomini e alle esperienze del vissuto quotidiano. La natura umana viene così descritta in modo ironico e a tratti grottesco senza dare giudizi e senza dover trarre a tutti i costi un insegnamento o una morale.

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